PROGETTO “PEDAGOGIA DEI GENITORI”
Pedagogia dei Genitori: Costruire Insieme una Comunità Educante all’IC di Castiglione Torinese
L’Istituto Comprensivo di Castiglione Torinese rinnova il suo impegno nel progetto “Pedagogia dei Genitori”, una metodologia che mette al centro l’alleanza tra scuola e famiglia per favorire la crescita umana e cognitiva degli alunni. Ispirato al lavoro dei professori Riziero Zucchi e Augusta Moletto, il progetto si fonda sulla convinzione che il successo formativo nasca dall’accordo tra gli adulti di riferimento: docenti e genitori.
I Pilastri della Metodologia
La Pedagogia dei Genitori (PdG) non è solo un insieme di tecniche, ma un apparato scientifico che valorizza il sapere dell’esperienza genitoriale. Si articola attraverso cinque percorsi fondamentali:
- Pedagogia della Responsabilità: la famiglia come primo nucleo educativo.
- Pedagogia dell’Identità: l’amore dei genitori che permette al figlio di riconoscersi.
- Pedagogia della Speranza: l’anima del progetto di vita (“pensami adulto”).
- Pedagogia della Fiducia: il sostegno alle potenzialità del figlio.
- Pedagogia della Crescita: i genitori come attori e testimoni dello sviluppo.
Gli Strumenti in Azione
Nel nostro Istituto, il progetto si è tradotto in azioni concrete che hanno coinvolto diversi ordini di scuola:
- Gruppi di Narrazione: Spazi privilegiati dove genitori e docenti siedono in cerchio, senza giudizio, per mettere in comune esperienze di vita. Negli ultimi anni, questi gruppi hanno affrontato temi delicati come la scelta del nome, il “dare radici e ali”, la gestione dei conflitti e l’ansia da prestazione negli adolescenti.
- “Con i nostri occhi”: Uno strumento prezioso in cui i genitori presentano i propri figli ai docenti, offrendo una visione evolutiva ed empatica che integra i dati puramente scolastici o clinici.
- Orientamento e Continuità: Attività specifiche per aiutare gli studenti nel passaggio tra i vari ordini di scuola e nella scelta consapevole della scuola superiore, costruendo un “ponte” di fiducia tra le diverse tappe del percorso educativo.
Risultati e Sguardi sul Futuro
L’anno scolastico 2025-2026 ha visto eccellenti risultati, in particolare nelle scuole dell’infanzia Caudana e Ossola, dove la partecipazione è stata altissima grazie anche all’attivazione di servizi di babysitteraggio che hanno favorito l’adesione delle famiglie.
Un punto di forza significativo è stata la formazione territoriale: il corso “La relazione con le famiglie e la costruzione dell’alleanza educativa nei contesti 0-6” ha visto una massiccia partecipazione dei docenti, consolidando le buone prassi per il clima di classe e le competenze emotive.
Nonostante le sfide logistiche incontrate presso la scuola secondaria Fermi — che hanno portato a una temporanea sospensione della pratica attiva nell’ultimo anno — il futuro è già in fase di progettazione. Per l’anno scolastico 2026/27 è previsto il lancio del progetto “Dalla creatività al dialogo educativo”, che mira a coinvolgere attivamente i ragazzi delle classi prime attraverso narrazioni e momenti di riflessione condivisa.
Una “Semina” che Continua
Come sottolineato dalla docente referente Maria Felicita Carenini, la Pedagogia dei Genitori richiede cura e dedizione: “È necessario un tempo di stasi apparente prima che il germoglio nasca e le radici crescano… La semina però è stata buona”.
L’obiettivo rimane quello di rendere l’insegnamento un’esperienza profondamente umana, dove ogni alunno sia promosso nella sua unicità e diversità, all’interno di una comunità che sa ascoltare e accogliere.
L’esperienza alla scuola dell’ Infanzia Ossola”: Un’Eccellenza nella Partecipazione
Un contributo fondamentale alla diffusione del metodo è arrivato dal plesso della scuola dell’infanzia Ossola. Qui, la sperimentazione ha raggiunto ottimi risultati grazie a un’organizzazione meticolosa e a una forte sinergia con il territorio.
I punti chiave del successo della scuola Ossola includono:
- Logistica a supporto delle famiglie: Per abbattere le barriere alla partecipazione, il plesso ha attivato una preziosa collaborazione con il Comune, mettendo a disposizione un servizio di babysitteraggio in un’aula dedicata, permettendo ai genitori di vivere l’incontro con serenità.
- La “Struttura in Tre Tempi”: Gli incontri all’Ossola non sono stati semplici riunioni, ma veri e propri rituali di accoglienza articolati in:
- La merenda collettiva: un momento di convivialità per sciogliere le tensioni formali.
- La lettura di un albo illustrato: uno stimolo metaforico per introdurre il tema del giorno.
- Il gruppo di narrazione: il cuore dell’incontro, dove l’ascolto diventa “abbraccio empatico”.
- Tematiche di profondo impatto: Attraverso temi come “Il gioiello dentro di me” o “Vivere il cambiamento”, si è creato un clima di profonda commozione e solidarietà che ha permesso di trasformare le fatiche individuali in risorse collettive.
I risultati parlano chiaro: i genitori dell’Ossola hanno descritto la scuola non più come un semplice “parcheggio”, ma come un centro civico e un luogo di ascolto dove sentirsi parte di una comunità. Questa esperienza ha dimostrato che, quando la scuola riconosce il sapere genitoriale, la diffidenza cessa e si diventa veri alleati educativi
ESEMPI DI NARRAZIONI DEI GENITORI
Le narrazioni prodotte dai genitori durante i Gruppi di Narrazione sono suddivise principalmente per tematiche (Scelta del nome scelta d’amore; Radici e Ali, Tre aggettivi per parlare di te”.
Ecco i contenuti più significativi estratti dai libretti e dalle relazioni:
Tematica: “Radici e Ali”
Questi racconti si concentrano sull’autonomia dei figli e sul ruolo dei genitori nel sostenerli:
- Lasciare spazio alla sperimentazione: cercare di lasciare i figli liberi di fare da soli sottolineando l’importanza di farli “volare” verso i propri interessi, anche quando questi differiscono dalle aspettative genitoriali.
- L’esperienza del distacco: Difficoltà emotiva nel permettere ai propri figli di allontanarsi per un progetto di scambio. L’esperienza si è rivelata fondamentale per sperimentare la maturità delle sue “ali” e la solidità delle sue “radici”.
- Riflessioni pedagogiche: riflessione sul fatto che le radici iniziano dal sentirsi desiderati e sognati dai genitori (“si cresce nel sogno di un altro”), mentre le ali servono ai figli per abitare il mondo in modo originale e diverso dai genitori.
3. Tematica: “Tre aggettivi per parlare di te”
Uno strumento utilizzato per presentare i figli mettendo in luce le loro caratteristiche positive:
- Sensibile, socievole, ironico: Una madre descrive il figlio non solo attraverso aggettivi, ma evidenziando la sua “intelligenza emotiva” e la capacità di comprendere i pensieri altrui prima ancora che vengano espressi, sottolineando come queste doti lo rendano “speciale” agli occhi dei genitori e dei coetanei.
4. Tematiche dell’Adolescenza
Sebbene non riportate testualmente come narrazioni individuali complete, le relazioni segnalano che i genitori della scuola Fermi hanno narrato:
- Ansia da prestazione e perfezionismo: I racconti hanno evidenziato come gli adolescenti vivano la pressione per eccellere a scuola e nello sport, manifestando spesso stress e paura di non soddisfare le aspettative.
- Tecnologie e Media: Riflessioni su come aiutare i figli a essere sé stessi senza adeguarsi passivamente ai modelli dei media.
APPROFONDIMENTO SUL TEMA DELL’ORIENTAMENTO.
Nell’ambito della metodologia Pedagogia dei Genitori, il tema dell’orientamento viene ridefinito come “educazione alla scelta”. Non si tratta solo di un supporto tecnico per decidere quale scuola superiore frequentare, ma di un processo profondo volto a rafforzare l’identità dell’alunno e a costruire un vero e proprio progetto di vita.
Di seguito sono approfonditi i punti chiave che caratterizzano questo approccio:
1. Orientamento come Progetto di Vita
L’orientamento non è visto come un’attività isolata riservata alle classi terminali, ma come un’educazione permanente (long life education) che attraversa tutto il curriculum scolastico. L’obiettivo è potenziare la persona e la classe come “comunità di apprendimento”, migliorando l’autostima e la capacità di operare scelte consapevoli in una società complessa e mutevole.
2. Il Ruolo Centrale dei Genitori
La metodologia riconosce i genitori come i massimi esperti dei propri figli, capaci di fornire una conoscenza genetico-evolutiva che nessun test attitudinale può sostituire.
- Testimonianza attiva: I genitori non sono spettatori, ma diventano narratori. Raccontano alla classe le proprie scelte scolastiche e professionali, condividendo successi, fatiche e cambiamenti di rotta.
- Intervento sistemico: In questa ottica, i genitori della classe mettono a disposizione le proprie esperienze a favore di tutti gli studenti, offrendo una pluralità di modelli adulti di riferimento.
3. Strumenti e Percorso Operativo
Il percorso di orientamento basato sulle esperienze di vita si articola in diverse fasi:
- Incontri tra genitori: Momenti in cui le famiglie si confrontano sui percorsi educativi dei figli e preparano la narrazione delle proprie storie professionali.
- Narrazione in classe: I genitori entrano a scuola per raccontare agli studenti come hanno scelto il loro percorso di studi e il loro lavoro.
- Rielaborazione degli alunni: Gli studenti approfondiscono a livello curricolare quanto ascoltato attraverso riflessioni, disegni, questionari o testi scritti, trasformando il sapere narrato in competenza critica.
4. Implementazione Pratica (Scuola Secondaria Fermi)
Presso la scuola secondaria Fermi è stato proposto con successo il percorso sull’orientamento in uscita per le classi terze.
- Alleanza educativa: Docenti e genitori hanno costruito una sinergia per supportare i ragazzi nel delicato passaggio alla scuola superiore.
- Risultati: È stato descritto come un momento molto partecipato e sentito sia dagli alunni sia dalle famiglie, che si sono rese disponibili in modo attivo e coinvolto.
5. Finalità e Valori
L’orientamento in PdG mira a trasformare la scelta in un atto di responsabilità e fiducia. Attraverso il racconto delle esperienze reali degli adulti, si insegna ai ragazzi che la professione è parte di un’identità più ampia e che, anche in un mondo senza certezze assolute, è possibile abitare il futuro con speranza
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